Cambiare il videocitofono, che potere ha il condominio?

Il videocitofono si è rotto: cosa si può fare?

 

Quando il videocitofono di un appartamento si rompe la procedura da seguire per la sua sostituzione può essere più lunga e complicata di quel che si potrebbe immaginare, a maggior ragione nel caso in cui l'impianto del condominio, obsoleto e con molti anni alle spalle, non risulti compatibile con i videocitofoni più recenti. La situazione diventa ancora più intricata se i videocitofoni vecchi non sono più venduti. Insomma, un'assemblea è libera di decidere che un condomino sia privo di videocitofono a causa di queste circostanze concomitanti?

 

Come comportarsi per sostituire un vecchio videocitofono

 

Per trovare una risposta a questa domanda, è necessario tener presente in primo luogo che il videocitofono è un impianto comune: è proprio per questo motivo che il condominio è tenuto ad assicurare che esso possa essere usato dai vari inquilini. L'efficienza dell'impianto, insomma, deve essere sempre garantita. Il problema si pone nel momento in cui l'impianto interno non può essere rimpiazzato in alcun modo per cause che prescindono dalla effettiva volontà del proprietario di casa. Se l'assemblea non si esprime a favore di una sostituzione del videocitofono, non c'è altra soluzione che quella di citare in giudizio il condominio. Come si può intuire, si tratta di una procedura non desiderabile per una questione in apparenza così semplice, ed è per questo che prima è consigliabile tentare in tutti i modi di convincere l'assemblea a mutare la propria decisione. Se, però, gli altri condomini si dovessero mostrare inflessibili da questo punto di vista, la sola via da percorrere sarebbe quella della citazione in giudizio, anticipata da un tentativo di mediazione obbligatoria.

 

Che cosa fare per installare un impianto a parte

 

Diverso è il discorso nel caso in cui si prenda la decisione di ricorrere a un impianto a parte, e quindi di installare un videocitofono separato. Tale eventualità in linea teorica non può essere esclusa, ma vale la pena di sapere che è sempre possibile una contestazione da parte dell'assemblea, che può chiamare in causa questioni di decoro architettonico facendo riferimento all'aspetto della facciata del condominio. In sintesi, se l'assemblea oppone il proprio no alla possibilità di sostituire il vecchio impianto con uno nuovo, l'inquilino che non intende rinunciare al videocitofono deve rivolgersi a un avvocato per un tentativo di mediazione. Va detto, comunque, che già venendo a sapere della possibilità di un ricorso alle vie legali l'assemblea potrebbe cambiare parere e dare il la ai lavori.

 

Come scegliere il videocitofono

 

I videocitofoni Urmet rappresentano una garanzia di affidabilità e di longevità, ma nel caso in cui non si sia certi di quale sia il marchio migliore da scegliere per il proprio impianto il consiglio è quello di chiedere la consulenza di un esperto del settore. Da Somfy a Sanwa, passando per Gewiss ed Elvox, c'è un ampio assortimento di soluzioni tra le quali scegliere, e non vanno dimenticati i brand Came e ClicHome.

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